Ghiaccio Forte

Una storia di coraggio, lungimiranza e pazienza

È al coraggio, alla lungimiranza e alla pazienza di Sandro e Filippo Chia che si deve la nascita di Tenuta Ghiaccio Forte, azienda vitivinicola i cui primi impianti risalgono ai primi anni 2000.

Il coraggio di avventurarsi nella Maremma Toscana, una terra di confine senza tempo dove i vigneti hanno tracciato le curve della storia, dove commercio, culturae viticoltura hanno camminato di pari passo per millenni.

La lungimiranza di ascoltare l'anima selvaggia e antica che si cela tra montagne boscose e il mare sconfinato.

La pazienza di ascoltare: il terreno, le stagioni, l'espressione unica di ogni vigneto.

Una presenza millenaria

Il colle di Ghiaccio Forte si erge solitario sulle pianure della Maremma meridionale.

Fu sede di un insediamento etrusco fondato nel VI secolo a.C., i cui resti sono ancora visibili non distante dal luogo dove sorge l’odierna cantina. Un baluardo fortificato a guardia del crocevia che univa l’Italia Centrale a quella Meridionale. Il fiume Albegna, un tempo navigabile, era via privilegiata per raggiungere l’entroterra, così come la Maremma fungeva da tappa obbligatoria per i traffici marittimi tra il nord e il sud del Mediterraneo, tra la Grecia, l’Italia e le coste meridionali di Francia e Spagna.

I resti archeologici dimostrano che gli Etruschi furono una civiltà fiorente, capace di praticare un’agricoltura specializzata. Ritrovamenti di coppe e anfore (oggi visibili al museo di Scansano della Vite e del Vino), ci parlano di una cultura legata all’olio e al vino che, dopo la conquista romana del 280 a. C., sarà caratteristica imprescindibile di queste terre.

il ritorno alla viticoltura

All’inizio del nuovo millennio la Famiglia Chia partecipa attivamente a questa rinascita piantando varietà tradizionali come il Sangiovese accanto a vitigni internazionali come il Syrah, il Petit Verdot.

Nel 2019 acquista anche una vecchia vigna di Ciliegiolo. Il microclima maremmano, influenzato dal Tirreno e mitigato dal non lontano Monte Amiata, si presenta infatti adatto per la produzione sia di un’elevata qualità di Sangiovese, sia di varietà internazionali, entrambe in grado di produrre vini ricchi di struttura, profumi e profonda eleganza.

Un toponimo
pastorale
Ghiaccio Forte

La natura elevata e senza ripari naturali del colle di Ghiaccio Forte contiene il segreto del suo toponimo. «Ghiaccio» deriverebbe da addiaccio, ovvero il prato recintato, sotto le nude stelle, dove i pastori facevano sostare le greggi per la notte. «Forte» è un riferimento alla fortezza etrusca, le cui tracce delle mura sono sempre rimaste visibili sulla cima della collina.